Installare OSX 12 Monterey su Acer swift 3(SF315-52G)

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Senza sbattimenti

Installare OSX sui pc non è molto utile(a mio avviso), a meno che non abbiate delle esigenze particolari. Io ad esempio dovevo creare e testare delle app per ios. Flutter permette di creare app cross platform senza riscriverle per ogni piattaforma. Nonostante si possano creare le suddette app anche in un ambiente di sviluppo windows o linux, l’unico modo per testarle su emulatore ios è su mac OSX. Ecco perché mi sono trovato costretto a installare OSX sul mio portatile(che diversamente uso pochissimo). Ci sono molti modi per avere OSX senza avere un Mac, in particolare si può utilizzare una macchina virtuale, o far girare OSX in un container docker. Dopo aver testato scrupolosamente queste soluzioni, in particola i progetti OSX-KVM e Docker-OSX, ho ritenuto inadeguate le prestazioni e mi sono orientato verso un’installazione non virtualizzata. Concluso il pippone sul perché ho installato OSX, veniamo al dunque.

Come noto la Apple crea software specifico per il suo hardware, quindi farlo girare su hardware differente richiede una serie di accorgimenti. Bisogna innanzitutto utilizzare un boot loader, se ne può scegliere uno a piacere: Clover, OpenCore, ecc. Ovviamente non basta utilizzare un bootloader, bisogna anche configurarlo, in pratica dobbiamo istruirlo su quali moduli aggiuntivi caricare all’avvio, quali boot-args(delle stringhe che abilitano particolari funzioni) inserire e quali driver caricare.

La prima cosa da fare è trovare l’immagine del sistema operativo, in particolare si possono seguire due vie: usare un’immagine di recovery, tramite macrecovery; utilizzare una immagine completa(tipo Olarila).

La scelta a riguardo è soggettiva, funzionano entrambe, ma ci sono delle importanti differenze: l’immagine di recovery richiede una connessione a internet per poter scaricare i file direttamente dai server Apple. Questo è un dettaglio non da poco, perché dovrete essere in grado di far funzionare la scheda di rete o wifi, già prima dell’installazione, inoltre una connessione wifi instabile vi farà bestemmiare quando dopo mezz’ora di attesa si interromperà l’installazione. Per i suddetti motivi io consiglio l’installer OFFLINE(Immagine Olarila).

Per scaricare l’immagine seguite il tutorial su come preparare la penna USB avviabile.

Dopo aver creato la penna con i file di installazione non resta altro che inserire il bootloader sulla penna usb. Per fare ciò bisogna montare la partizione EFI(solo del caso di immagine Olarila). Per caricare la partizione EFI su windows avrete bisogno di un paio di tool. Il primo è Minitool Partition Wizard il secondo tool necessario è Explorer++. Vi allego un breve video sulla procedura di mount della partizione EFI.

Una volta aperta la partizione possiamo eliminare i file esistenti e mettere la nostra cartella EFI, con bootloader, driver e kext specifici per il nostro hardware.

Sul sito Olarila esistono delle cartelle EFI già pronte per le varie piattaforme(skylake, kabylake, ecc.), vi lascio il link. Ovviamente caricando queste cartelle EFI “generiche” non funzionerà tutto l’hardware, nel mio caso ad esempio sono riuscito a completare l’installazione(la scheda wifi non funzionava ovviamente).

Dopo molte ore di ricerca e lavoro, ho messo insieme un bel po’ di file per poter avere un “mac” perfettamente funzionante. Alla fine del lavoraccio, che non è ancora finito, funziona praticamente tutto, tranne il sensore di impronte. E qui la chicca, per voi, vi allego la cartella EFI già pronta. Chi mastica qualcosa riguardo al mondo hackintosh, sa benissimo che far funzionare le periferiche integrate di un notebook è la parte più rognosa. In particolare le schede di rete wifi sono solitamente incompatibili, molti utenti infatti ne comprano una compatibile con OSX e sostituiscono la scheda di rete di serie. La scheda di rete del mio notebook con dei driver abbastanza sperimentali, funziona. Non è il massimo in termini di prestazioni e stabilità, ma ho preferito non fare acquisti, magari in futuro. Avere una scheda compatibile con airport ha degli indubbi vantaggi, soprattutto per quanto riguarda Apple continuity, una funzione assolutamente straordinaria! Ho preparato due versioni della cartella EFI, con due driver diversi per la scheda wifi. Una versione con AirportItlwm.kext (scarica qui) e una con itlwm.kext(scarica qui). La differenza? AirportItlwm utiliza il network manager integrato di OSX e funzionano anche un paio di funzioni di Apple continuity, utilizzando itlwm invece la scheda wifi viene riconosciuta come scheda ethernet, dunque bisogna utilizzare un software di terze parti per gestire le reti wifi(Heliport). A parte questo, sono entrambi ben funzionanti, io preferisco itlwm perché lo trovo più stabile. Ecco uno speedtest:

Ecco un elenco di kext inclusi nella mia cartella EFI. Con questa configurazione funzionerà quasi tutto, ma ci sono ancora delle piccole cose da fare. In particolare bisogna modificare il layout-id della scheda audio.

Vi lascio un piccolo video per illustrarvi i passaggi da fare per far funzionare le casse integrate.

E questo è tutto, ricordate che la cartella EFI una volta terminata l’installazione va copiata anche nella partizione EFI del disco principale, altrimenti dovrete far partire sempre il pc da penna USB.

Per montare la partizione EFI una volta installato Mac OSX potete usare MountEFI. Se non riuscite a farlo scrivete un commento, magari faccio un tutorial anche su questo.

Ultima cosa da fare(se si vogliono utilizzare i servizi in cloud di Apple e lo store) è la generazione di un seriale funzionante tramite GenSMBIOS. Esiste anche la possibilità di utilizzare un software con interfaccia grafica, ecco un tutorial su come fare.

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